Turbativa d'asta

Turbativa d’asta: cos’è, com’è punita e come evitarla

Sempre più spesso, negli ultimi anni, le cronache giudiziarie parlano del reato di turbativa d’asta. Una fattispecie di reato penale, chiaramente connessa alle aste pubbliche, che è punito dalla legge al fine di garantire il regolare svolgimento delle stesse. Scopriamo meglio che cos’è la turbativa, com’è punito questo reato e cosa fare per evitare di incorrere in esso.

La turbativa d’asta: scopriamo l’articolo 353 cp

Le aste giudiziarie, e in particolare le aste immobiliari, hanno un iter lineare che ha l’obiettivo di ottenere il risultato più equilibrato possibile. Il bene non deve essere né svenduto, favorendo l’eventuale acquirente, né venduto a un prezzo superiore a quello di mercato. Quanto, come purtroppo accade, qualcuno interferisce con il regolare svolgimento dell’asta, scatta allora il reato di turbativa d’asta.

Cos’è la turbativa d’asta secondo il Codice Penale

In particolare, il reato di turbativa d’asta è regolato dal Codice penale, all’art. 353 cp. Questo dice:

Chiunque, con violenza o minaccia, o con doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti, impedisce o turba la gara nei pubblici incanti o nelle licitazioni private per conto di pubbliche Amministrazioni, ovvero ne allontana gli offerenti, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni e con la multa da centotre euro a milletrentadue euro.

In altre parole, chi utilizzi un qualsiasi modo per turbare il regolare svolgimento dell’asta giudiziaria, è punibile dalla legge. Il metodo per turbare l’asta non ha particolare rilievo, perché, come specificato dal legislatore, sono compresi tutti gli «altri mezzi fraudolenti» che possono alterare il regolare funzionamento della gara pubblica. A chiarire ulteriormente questo aspetto è stata una sentenza della Cassazione penale (n. 42770/2014), che ha stabilito che «il “mezzo fraudolento” consiste in qualsiasi attività ingannevole che, diversa dalle condotte tipiche descritte dalla norma incriminatrice, sia idonea ad alterare il funzionamento della gara, anche attraverso anomalie procedimentali, quali il ricorso a prestanomi o l’indicazione di informazioni scorrette ai partecipanti, e a pregiudicare l’effettività della libera concorrenza, la quale presuppone la possibilità per tutti gli interessati di determinarsi sulla base di un corretto quadro informativo».

Inoltre, il reato è punibile a prescindere dal risultato della gara. Come stabilito dalla Cassazione penale (sentenza n. 12821/2013) il reato è effettivo «anche nel caso di danno mediato e potenziale, non occorrendo l’effettivo conseguimento del risultato perseguito dagli autori dell’illecito, ma la semplice idoneità degli atti ad influenzare l’andamento della gara». Anzi, secondo una sentenza della Cassazione penale (n. 28388/2017) la turbativa d’asta può costituirsi «anche da condotte poste in essere successivamente alla chiusura dell’asta indetta nell’ambito di una procedura di esecuzione immobiliare, quando ancora non sia intervenuto il definitivo trasferimento della proprietà dell’immobile all’aggiudicatario».

Forme tipiche di turbative d’asta

Come visto, le turbative d’asta possono verificarsi in una molteplicità di casi. Tuttavia, esistono alcune strategie che possono essere ritenute ricorrenti. Si tratta di strategie che non si escludono l’un l’altra. Fra queste:

  • offerte di comodo: si tratta della strategia di turbativa più comune, utilizzata per conferire alla gara una parvenza di reale concorrenza, che prevede la presentazione di un’offerta molto superiore a quella del vincitore designato o, comunque, palesemente troppo superiori rispetto al reale valore;
  • mancata presentazione di offerte: in questo caso, la strategie prevede un accordo dei concorrenti sulla mancata presentazione di offerte al fine di favorire il vincitore designato;
  • spartizione del mercato: un’altra strategia spesso adottata per turbare le aste riguarda le spartizioni del mercato, spesso geograficamente, così da evitare azioni di disturbo reciproco;
  • rotazioni delle offerte: in questo caso, la strategia prevede che i concorrenti si accordino affinché, a rotazione, ciascuno risulti il vincitore designato della gara.

Queste strategie, a cui se ne possono aggiungere molte altre, possono essere adattate sia nell’ambito delle aste giudiziarie sia nell’ambito degli appalti pubblici.

Come è punito il reato di turbativa d’asta

Come detto, all’art. 353, il Codice penale stabilisce la fattispecie di reato di turbativa d’asta. Allo stesso tempo, l’articolo stabilisce anche le pene nei confronti di chi dovesse essere ritenuto colpevole. In particolare, il reato può essere punito con la reclusione da 6 mesi a 5 anni e con un’ammenda da 103 a 1.032 euro. Inoltre, se il colpevole è preposto dalla legge o dall’Autorità agli incanti, la reclusione può andare da 1 a 5 anni e l’ammenda può andare da 516 a 2.065 euro.

Come evitare il reato di turbativa d’asta

Se vi siete posti questa domanda, la risposta è banale: rispettando la legge. Chiaramente, affinché ciò si verifichi, è molto importante conoscere questa e non solo. Le procedure per le aste giudiziarie, infatti, sono pubbliche. Questo significa che chiunque può prendervi parte. Tuttavia, solamente chi le conosce approfonditamente può districarsi fra la miriade di norme che regolano questo settore. Gli operatori di Hasta Immobiliare, per esempio, sono specializzati nel condurre le procedure relative alle aste immobiliari, tutelando al meglio gli interessi del committente e tenendolo al sicuro da ogni tipo di reato.